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Bagno al lago col cane: shock termico, alghe e le regole che contano
Piena estate, laghi presi d'assalto — e tanti cani che fanno il primo bagno della loro vita. Proprio in questi giorni, però, alcune zone dei laghi lombardi sono state chiuse alla balneazione per batteri e mucillagini: un promemoria che l'acqua va scelta, non solo trovata. E c'è un mito da sfatare subito: non tutti i cani sanno nuotare. In questa guida trovi come capire se il tuo se la cava, come fare la prima volta senza traumi, quando l'acqua va evitata e cosa fare dopo il bagno per non ritrovarti un'otite al posto di un bel ricordo.
Non tutti i cani sanno nuotare (davvero)
Quasi tutti i cani, messi in acqua, muovono le zampe "a cagnolino". Ma quello è un riflesso, non saper nuotare: nuotare bene significa galleggiare senza sforzo, tenere il muso fuori dall'acqua e sapersi girare verso la riva. E qui l'anatomia conta:
- Razze brachicefale (bulldog francese e inglese, carlino, boxer): muso corto = respirare col naso a pelo d'acqua è faticoso e rischioso. Molti galleggiano male anche per la corporatura. Per loro: acqua bassa e salvagente, sempre.
- Corpo lungo e zampe corte (bassotto, corgi, basset hound): spingono poco e si stancano in fretta.
- Cani molto muscolosi e compatti (bull terrier, amstaff e simili): massa densa, galleggiamento scarso. Alcuni nuotano bene, ma vanno osservati con attenzione le prime volte.
- Nuotatori nati: labrador, golden retriever, terranova, lagotto, spinone. Per molti di loro l'acqua è casa — il che non significa che possano farne senza regole.
Poi c'è il carattere: esistono labrador che odiano l'acqua e meticci di 8 chili che nuotano come lontre. L'unico modo per saperlo è provare in modo graduale — mai dare per scontato, in nessuna direzione.
La prima volta in acqua: 6 passi
- 1. Scegli un punto con fondale dolce, dove il cane tocca e può entrare e uscire camminando. Niente pontili, niente rive ripide.
- 2. Entra con lui (o resta a un metro): la tua presenza in acqua è la differenza tra un gioco e una paura.
- 3. Mai lanciare o spingere il cane in acqua. Mai. Un solo episodio può creare una fobia che dura anni.
- 4. Fagli conoscere l'uscita: prima di farlo nuotare, percorrete insieme il punto da cui si esce. Un cane che sa dove si torna a riva nuota tranquillo.
- 5. Sessioni corte: 5-10 minuti le prime volte, poi pausa all'ombra. Il nuoto stanca il doppio della corsa.
- 6. Premia a riva, con calma e croccantini: l'acqua deve restare associata a qualcosa di bello.
Shock termico: la regola d'oro prima del tuffo
Il rischio più sottovalutato non è l'annegamento, è l'ingresso di colpo in acqua fredda quando il cane è accaldato: il corpo reagisce con un brusco calo di pressione che può portare a malore anche un cane sano (nell'uomo si chiama idrocuzione — il meccanismo è lo stesso).
- Bagna prima zampe, petto e pancia, sempre: 30 secondi che azzerano il rischio.
- Niente tuffo subito dopo la corsa o il gioco intenso: prima 10 minuti di calma all'ombra.
- Niente bagno a stomaco pieno: lascia passare 2-3 ore dal pasto.
- In acqua, tieni d'occhio i segnali di malessere: nuoto scomposto, testa che si abbassa, affanno forte → si esce subito, si asciuga, e se non si riprende in fretta si chiama il veterinario.
L'acqua giusta: dove sì e dove no
Questa è la parte più attuale: a inizio luglio 2026 alcune sponde dei laghi lombardi (tra Como, Garlate e Pusiano) sono state vietate alla balneazione per concentrazioni anomale di batteri e mucillagini. Le regole per scegliere l'acqua valgono per noi e ancora di più per i cani, che bevono mentre nuotano e si leccano il pelo bagnato:
- Acqua torbida, verde intenso, con schiuma o "pellicola" in superficie: niente bagno e niente bevute. In estate può indicare cianobatteri (alghe azzurre), che per i cani possono essere gravemente tossici anche in piccole quantità.
- Acqua stagnante e pozze calde: batteri e parassiti. Meglio acqua che si muove.
- Fiumi: attenzione a correnti e mulinelli anche dove sembrano tranquilli. Se l'acqua tira, salvagente o niente.
- Controlla i divieti: i punti balneabili dei laghi lombardi sono monitorati dalle ATS; se una zona è vietata alle persone, lo è anche per il cane.
- Porta la sua acqua: borraccia e ciotola pieghevole. Un cane che ha acqua fresca a disposizione beve molto meno quella del lago.
Il salvagente: quando serve davvero
Non è un vezzo: per certe situazioni è l'equivalente della cintura in auto.
- Serve: in barca, gommone o SUP (sempre); nei fiumi; per brachicefali e nuotatori deboli; per cuccioli e cani anziani; nelle prime uscite di ogni cane.
- Come sceglierlo: della taglia giusta (deve avvolgere il torace senza stringere), con maniglia robusta sul dorso — è quella che ti permette di tirarlo su in un secondo — e di colore ben visibile.
- Fagli indossare il salvagente a terra le prime volte, con premi, prima di usarlo in acqua.
Dopo il bagno: la checklist dei 5 minuti
La maggior parte dei problemi "da lago" nasce dopo, non durante. Cinque mosse e te li eviti quasi tutti:
- Risciacquo con acqua dolce (basta una bottiglia o la doccetta del lido, se c'è): via alghe, sabbia e batteri dal pelo.
- Asciuga bene le orecchie, tamponando l'ingresso del condotto con un panno: l'otite è il souvenir più comune dei cani nuotatori, soprattutto in chi ha orecchie pendenti.
- Asciuga il resto, sottopancia e pieghe comprese: il pelo bagnato a lungo macera la cute.
- Controlla zampe, ascelle e orecchie: forasacchi e corpi estranei si attaccano al pelo umido.
- Osserva nelle ore dopo: se ha bevuto troppa acqua di lago può comparire vomito o diarrea — se succede, o se noti fiacchezza insolita, senti il veterinario senza aspettare.
In sintesi
Il bagno al lago è una delle gioie più grandi che puoi regalare a un cane — a patto di rispettare quattro cose: entrata graduale (mai lanciato, mai di colpo da accaldato), acqua scelta bene (limpida, balneabile, mai torbida o schiumosa), sessioni brevi con pause e acqua dolce da bere, e cura dopo il bagno (risciacquo e orecchie asciutte). Il resto è solo divertimento.
Alle giornate del Branco il bagno dei cani funziona così: lago balneabile, ingresso graduale, persone che sorvegliano e acqua fresca a riva. La prossima è domenica 26 luglio, vicino Milano — e i cani che vogliono solo guardare l'acqua da lontano sono benvenuti uguale.
Domande frequenti
Tutti i cani sanno nuotare?
No. Quasi tutti i cani muovono le zampe per istinto quando sono in acqua, ma questo non significa saper nuotare bene o a lungo. Le razze brachicefale (bulldog, carlino, boxer) faticano a respirare col muso vicino all'acqua, e i cani con corpo lungo e zampe corte (bassotto, corgi) o molto muscolosi e compatti galleggiano male. Labrador, golden retriever, terranova e lagotto invece nuotano con naturalezza. In ogni caso la prima volta va fatta in modo graduale, in acqua bassa, senza mai lanciare il cane in acqua.
Il cane può bere l'acqua del lago?
Meglio di no. L'acqua di lago può contenere batteri, parassiti e in estate cianobatteri (alghe azzurre) che per i cani possono essere molto pericolosi, perché bevono mentre nuotano e si leccano il pelo bagnato. Se l'acqua è torbida, ha un colore strano o presenta schiuma in superficie, evita anche il bagno. Porta sempre acqua dolce da casa e una ciotola, e offrila spesso: un cane con la sua acqua a disposizione beve meno quella del lago.
Quanto può restare in acqua un cane?
Il nuoto è uno sforzo intenso: meglio sessioni brevi, indicativamente 10-15 minuti, con pause all'ombra e acqua fresca da bere. Cuccioli, cani anziani e cani poco allenati devono fare meno. Fallo uscire subito se vedi nuoto scomposto, testa bassa sull'acqua, affanno forte o tremori: sono segnali che è stanco o infreddolito. E dopo lo sforzo, niente pasto immediato.


