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Sai come nasce una crocchetta?
Quelle da un euro al chilo e quelle da otto. Quelle col cane felice sul sacco e quelle col veterinario in camice. Escono quasi tutte dalla stessa macchina, e la macchina si chiama estrusore. Non lo diciamo noi: lo racconta uno studio pubblicato nel 2008 sul Journal of the Science of Food and Agriculture da tre ricercatori dell'Università di Wageningen, in Olanda, che hanno passato in rassegna tutto quello che si sapeva su cosa succede al cibo lì dentro.
📄 Tran Q.D., Hendriks W.H., van der Poel A.F.B., Effects of extrusion processing on nutrients in dry pet food, J. Sci. Food Agric. 2008; 88(9): 1487-1493.
Cos'è l'estrusore
Un tubo d'acciaio con dentro una vite che gira. L'impasto, farine, carne o farine di carne, grassi, acqua, entra da un lato, viene cotto a pressione e sopra i cento gradi per pochi minuti, spinto attraverso una piastra forata e tagliato da una lama che gira. Ogni pezzetto è una crocchetta. Poi si asciuga in un forno, e alla fine viene rivestita: uno spruzzo di grassi e di vitamine sopra.
La forma, il colore, la dimensione: decidono la piastra e la lama. Non dicono niente su cosa c'è dentro.
Cosa fa il calore
Lo studio è una rassegna: mette insieme decine di ricerche fatte in laboratorio. Il quadro che ne esce è onesto, in tutte e due le direzioni.
- Le vitamine soffrono. Alcune, come la tiamina e la vitamina A, si perdono in parte con il calore e la pressione. È il motivo per cui i produttori le aggiungono dopo, nel rivestimento: quello spruzzo finale non è un vezzo, è una necessità.
- Le proteine possono perdere un po' di valore. Ad alte temperature una parte degli amminoacidi, la lisina in particolare, reagisce con gli zuccheri e diventa meno disponibile per il cane.
- L'amido migliora. La cottura lo gelatinizza e lo rende molto più digeribile: un cereale crudo il cane lo digerisce male, un cereale estruso bene.
Quindi non è «la crocchetta fa male» né «la crocchetta è perfetta». È una lavorazione con dei costi e dei vantaggi, uguali per tutti i sacchi.
Perché ci interessa, qui al Branco
Perché se la macchina è la stessa per tutti, la differenza si gioca prima: nell'impasto che entra. Quanta carne c'è, e quale. Quanta farina. Quante parole come «derivati» e «sottoprodotti». È il nostro filo rosso: non è il formato, è quello che c'è dentro.
E vale anche al contrario: un sacco costoso con una bella foto non garantisce niente, se l'impasto è povero. La macchina non fa miracoli in nessuna direzione.
Come si legge un sacco, allora
- Il primo ingrediente. Gli ingredienti sono in ordine di peso. Se il primo è un cereale o una farina, il cane mangia soprattutto quello.
- Carne fresca o farina di carne. «Pollo fresco» pesa con la sua acqua, e dopo la cottura pesa meno di quel che sembra. «Farina di pollo» è già secca: a parità di posizione in lista è più proteina.
- Le percentuali. Quando ci sono, dicono la verità. Quando non ci sono, qualcosa dicono lo stesso.
- Le parole vaghe. «Carni e derivati», «cereali», «sottoprodotti di origine vegetale»: quando non si dice quale, di solito è perché cambia da un lotto all'altro.
In una riga
La forma la fa la macchina. La qualità la fa la lista degli ingredienti. Leggi quella.
Domande frequenti
Come si fanno le crocchette?
Per estrusione: impasto cotto a pressione, spinto attraverso una piastra, tagliato, asciugato e rivestito con grassi e vitamine.
Il calore rovina il cibo?
Toglie parte di alcune vitamine e può ridurre la disponibilità di certi amminoacidi, ma rende l'amido molto più digeribile. Le vitamine vengono aggiunte dopo.
Cosa guardo sul sacco?
Non la forma: il primo ingrediente, quanta carne e quale, le percentuali, e quante parole vaghe.
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Fonti e approfondimenti
- Tran Q.D., Hendriks W.H., van der Poel A.F.B. — Effects of extrusion processing on nutrients in dry pet food, Journal of the Science of Food and Agriculture, 2008; 88(9): 1487-1493.
- FEDIAF — Nutritional Guidelines for Complete and Complementary Pet Food: i fabbisogni di riferimento europei, aggiornati ogni anno.
- FEDIAF — Code of Good Labelling Practice: come si leggono ingredienti, categorie e percentuali sull'etichetta.
Fonti consultate il 10 settembre 2026. Le indicazioni restano generali: la dieta del singolo cane la decide il veterinario.

