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Il cucciolo piange la notte: perché lo fa e cosa funziona davvero
Sono le tre di notte, il cucciolo piange da un'ora e tu sei seduto per terra in corridoio a chiederti se stai sbagliando tutto. Ti hanno detto di non andare da lui perché «impara a fare i capricci», ma sentirlo piangere così ti sembra crudele. E intanto è la terza notte che non dormi.
Partiamo dalla cosa più importante, perché è quella che nessuno dice abbastanza chiaramente: non stai sbagliando niente, e non è un capriccio. Un cucciolo che piange la prima settimana è un cucciolo normale. Anzi, sarebbe strano il contrario.
Perché piange davvero
Fino a pochi giorni fa dormiva schiacciato contro la madre e i fratelli, in un mucchio caldo che si muoveva e respirava. Non ha mai dormito da solo in vita sua — nemmeno una notte.
Poi è arrivato in una casa che non conosce, con odori nuovi, rumori nuovi, e all'improvviso il buio e il silenzio. Per un cane sociale come lui, restare solo non è scomodo: è allarmante. Il pianto notturno è il richiamo con cui un cucciolo separato dal gruppo chiede di essere ritrovato. È un istinto vecchio quanto la specie, non una manipolazione.
Una distinzione che cambia tutto: un cucciolo di due mesi non ha ancora la capacità di «autoconsolarsi» che ha un cane adulto. Chiedergli di gestire da solo l'angoscia di essere abbandonato è come chiederlo a un bambino molto piccolo: non è che non vuole, è che non può ancora.
Quanto dura
Nella grande maggioranza dei casi una o due settimane, con un miglioramento netto già dopo tre o quattro notti se le cose si fanno nel modo giusto. Non anni, non mesi. Questo è il periodo più duro e finisce.
Se dopo tre settimane il pianto è identico al primo giorno, o se il cucciolo si dispera anche quando non è notte e non è solo, allora vale la pena parlarne con il veterinario o con un educatore: potrebbe esserci dell'altro.
Cosa funziona
- Fallo dormire vicino a te, i primi tempi. È la cosa che funziona di più ed è anche la più contestata. Metti il trasportino o la cuccia accanto al letto, dove può sentirti e vederti. Non lo stai viziando: gli stai dando il gruppo di cui ha bisogno per dormire. Nelle settimane successive sposti la cuccia di mezzo metro alla volta, verso il punto dove vuoi che dorma da grande.
- Portalo fuori l'ultima volta il più tardi possibile, e togli l'acqua un'oretta prima di dormire (non prima, e mai col caldo). Un cucciolo di due mesi non tiene la vescica tutta la notte: parte del pianto notturno è semplicemente che deve fare pipì.
- Metti nella cuccia qualcosa che sappia di te. Una maglietta che hai indossato, non lavata. L'odore è il senso che per lui conta di più.
- Stanca la testa, non solo le zampe. Dieci minuti di gioco olfattivo la sera (crocchette nascoste in un asciugamano arrotolato) stancano più di mezz'ora di corsa, e lo predispongono al sonno invece che eccitarlo.
- Se piange, vai — ma in silenzio. Non è vero che andare «lo premia». Quello che conta è come vai: niente voce allegra, niente coccole, niente giochi, niente luce. Una mano appoggiata, due secondi, e via. Impara che non è solo, non che piangere fa succedere cose belle.
Cosa non funziona (e cosa fa danni)
- Lasciarlo piangere «finché non impara». Alcuni smettono per esaurimento, e viene scambiato per un successo. Quello che hanno imparato è che chiamare non serve — ed è esattamente l'opposto della fiducia che ti servirà per i prossimi dieci anni.
- Sgridarlo o battere sulla gabbia. Aggiunge paura alla paura, in un momento in cui è già in allarme.
- Cambiare strategia ogni notte. Una notte lo porti nel letto, la notte dopo lo lasci piangere: così non capisce niente e il periodo difficile si allunga invece di finire.
- Fare festa quando smette. Rischia di diventare un gioco: piango, arriva la festa.
«Ma se lo faccio dormire in camera poi non lo tolgo più»
È la paura più comune, e la risposta onesta è: dipende da come lo fai. Se il cucciolo dorme nella sua cuccia accanto al letto e non nel letto, spostarla poi è un lavoro di due settimane, mezzo metro alla volta. Migliaia di persone lo fanno ogni anno senza problemi.
E c'è una cosa che vale la pena dire: non esiste una regola giusta valida per tutti. C'è chi vuole il cane in camera per sempre e sta benissimo, e chi lo vuole in cucina dal primo giorno. Nessuna delle due è sbagliata. Quello che fa danni non è la scelta: è cambiarla ogni tre giorni.
La notte in cui capisci che è passata
Arriva quasi sempre allo stesso modo: ti svegli di soprassalto alle cinque perché non hai sentito niente, e vai a controllare che stia bene. Dorme.
Da lì in poi è fatta. E quelle prime notti terribili diventano una cosa che racconti ridendo a chi sta per prendere un cucciolo.
Domande frequenti
Per quanti giorni un cucciolo piange la notte?
Nella maggior parte dei casi da una a due settimane, con un miglioramento evidente già dopo tre o quattro notti se si mantiene la stessa strategia ogni sera. Se dopo tre settimane il pianto è identico al primo giorno, o se il cucciolo si dispera anche di giorno quando resta solo, conviene parlarne con il veterinario o con un educatore cinofilo.
È giusto far dormire il cucciolo in camera le prime notti?
Sì, ed è quello che funziona meglio. Un cucciolo di due mesi non ha mai dormito da solo: sentire la presenza di qualcuno lo tranquillizza e riduce moltissimo il pianto notturno. L'importante è che dorma nella sua cuccia o nel trasportino accanto al letto, non nel letto: da lì si può spostare gradualmente, mezzo metro alla volta, verso il posto definitivo.
Se vado da lui quando piange, imparo che deve piangere per farmi arrivare?
Non se ci vai nel modo giusto. Rispondere non rinforza il pianto: rinforza la fiducia. Quello che può creare un circolo vizioso è arrivare con voce allegra, luce accesa, coccole o gioco. Basta avvicinarsi in silenzio, appoggiare una mano un paio di secondi e tornare a letto senza dire nulla.
Il cucciolo piange perché deve fare la pipì?
Molto spesso sì, almeno in parte. A due mesi non riesce a trattenere l'urina per tutta la notte: è normale una o due uscite notturne nelle prime settimane. Portarlo fuori l'ultima volta il più tardi possibile e togliere l'acqua circa un'ora prima di dormire (mai in caso di caldo intenso) riduce parecchio i risvegli.
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