Muta d'autunno: perché da fine agosto il cane perde pelo ovunque

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Muta d'autunno: perché da fine agosto il cane perde pelo ovunque

20 agosto 2026 · 7 min di lettura · Il Branco

Fa ancora caldo, il cane è appena tornato dalle vacanze — e la casa è piena di pelo. Sembra un controsenso, e invece è puntuale come un orologio: oggi a Milano il sole tramonta quasi due ore prima che a giugno, e quelle due ore sono esattamente il segnale che il corpo del cane stava aspettando.

La muta d'autunno non la accende il freddo. La accende la luce. Ecco perché comincia quando il termometro segna ancora trenta gradi, e perché chi si aspetta di vederla a novembre la scopre in ritardo, con il divano già coperto. In questa guida trovi cosa succede davvero sotto le mani, quale spazzola serve per il mantello del tuo cane (non ne esiste una buona per tutti), ogni quanto passarla, cosa aiuta e cosa è soldi buttati — e la parte più importante: come distinguere una muta normale da una perdita di pelo che va portata dal veterinario.

È il fotoperiodo, non la temperatura

Nella pelle del cane i follicoli non lavorano a ritmo costante: alternano una fase di crescita, una di riposo e una di caduta. A dare il via al cambio non è il caldo o il freddo, ma la quantità di ore di luce che la retina registra ogni giorno. Le giornate che si accorciano fanno partire la produzione del mantello invernale e la caduta di quello estivo.

Da qui derivano tre conseguenze molto pratiche, che spiegano quasi tutte le domande sulla muta:

Un dettaglio che quasi nessuno collega: la muta autunnale non sostituisce l'antiparassitario. Settembre e ottobre in Lombardia sono ancora mesi pienamente attivi per zecche e pappataci, e il mantello nuovo non è una barriera. Se la copertura è scaduta durante le ferie, questo è il momento di rimetterla in regola.

Cosa cambia davvero sotto le mani

Non tutti i cani "cambiano il pelo" nello stesso modo, e capire che mantello hai in mano è il passo che decide tutto il resto.

La spazzola giusta per il tuo cane

Comprare lo strumento sbagliato è l'errore più comune e più costoso: si spazzola per mezz'ora, il pelo continua a cadere e si conclude che "non serve a niente". Serve, se l'attrezzo arriva dove sta il pelo morto.

MantelloCosa serveOgni quanto in muta
Doppio peloPettine a denti lunghi + rastrello per sottopelo; cardatore solo sulle zone piatte10 min tutti i giorni
Pelo raso / cortoGuanto o spazzola in gomma, poi setola naturale5 min, 3-4 volte a settimana
Pelo lungo setosoCardatore delicato + pettine metallico sulle frange10 min a giorni alterni
Riccio / lanosoPettine metallico a denti larghi, poi stretti; toelettatura periodicaOgni 1-2 giorni, tutto l'anno
Pelo duroPettine + stripping da toelettatorePettine 2 volte a settimana

Sulle lame che tagliano il sottopelo (i rastrelli con la lametta dentata) vale una regola: usate con leggerezza tolgono moltissimo pelo morto, usate con forza o troppo spesso tagliano anche il pelo di copertura e nel tempo rovinano il mantello. Passale poche volte per zona, senza premere, e mai su un cane bagnato o con nodi.

Come si spazzola davvero: il metodo in cinque passi

La differenza tra dieci minuti utili e mezz'ora inutile sta nel metodo, non nella durata. Dieci minuti al giorno battono un'ora la domenica: il pelo morto che togli oggi non è il pelo che trovi sul divano stasera.

  1. Scegli il posto. Fuori, sul balcone o in bagno. Spazzolare sul tappeto significa spostare il problema, non risolverlo.
  2. Parti dalle zone facili — fianchi, spalle, schiena — e lascia per ultime quelle sensibili: pancia, interno coscia, coda, dietro le orecchie. Se cominci da lì, il cane impara che la spazzola è una scocciatura.
  3. Lavora a sezioni e nel verso del pelo, sollevando lo strato con una mano e pettinando sotto con l'altra. Sul doppio pelo devi sentire i denti arrivare fino alla pelle: se scorri solo in superficie stai pettinando l'aria.
  4. Fermati sui nodi, non tirare. Tieni il nodo alla base con le dita per non strappare la pelle e aprilo dall'esterno verso l'interno, un pezzetto alla volta. Un nodo attaccato alla cute, duro e freddo al tatto, va lasciato al toelettatore.
  5. Chiudi bene. Un premio e trenta secondi di calma alla fine trasformano la spazzolatura in un momento che il cane accetta — e con un cane che collabora ci metti metà del tempo.

Mentre spazzoli hai le mani su tutto il corpo: approfittane per il controllo che nessuno fa mai. Cerca noduli nuovi, zecche, crosticine, arrossamenti tra le dita, punti che il cane lecca insistentemente. Metà dei problemi di pelle si trovano così, settimane prima che diventino visibili.

Bagno, cibo, ambiente: cosa aiuta e cosa no

Il bagno aiuta, se fatto bene. Un bagno con uno shampoo specifico per cani, seguito da un'asciugatura completa con aria tiepida, stacca una quantità sorprendente di sottopelo morto — ma solo se pettini dopo aver asciugato. Attenzione a due cose: shampoo per umani (il pH della pelle del cane è diverso) e bagni troppo frequenti, che seccano la cute e peggiorano forfora e prurito. In piena muta, uno o due bagni distanziati sono più che sufficienti.

Il cibo conta più di quanto sembri. Il pelo è fatto quasi interamente di cheratina, cioè di proteine, e ricostruire un mantello intero è un lavoro metabolico serio: una quota importante dell'apporto proteico quotidiano finisce lì. Un'alimentazione completa e di buona qualità, con proteine adeguate e un giusto rapporto di acidi grassi omega-3 e omega-6, si vede sul mantello nel giro di qualche settimana. Sugli integratori vale la prudenza: olio di pesce, olio di salmone e simili possono aiutare, ma dose e opportunità si decidono con il veterinario, soprattutto se il cane è in terapia o ha problemi digestivi. E l'acqua sempre disponibile: una cute disidratata desquama e perde di più.

In casa, tre gesti che funzionano davvero: passare un guanto in gomma inumidito su divano e tappeti (il pelo si arrotola invece di sparpagliarsi), usare copridivano e copriletto lavabili nelle sei settimane di picco, e aspirare a giorni alterni invece che a fondo una volta a settimana. La lavatrice a pieno carico con un panno in microfibra dentro cattura molto del pelo residuo sui tessuti.

Quando non è muta: i segnali da veterinario

Questa è la parte che conta di più, perché "sta facendo la muta" è la spiegazione che fa ritardare le diagnosi. La distinzione è netta e la puoi fare a casa: nella muta il pelo cade in modo diffuso e uniforme su tutto il corpo, la pelle sotto resta rosa e sana, e il mantello si dirada senza lasciare buchi. Tutto ciò che non rientra in questa descrizione merita una visita.

Chiama il veterinario se vedi:

Sono quasi tutte cose che si chiariscono con esami semplici — un raschiato cutaneo, un esame del pelo, una coltura fungina, un prelievo di sangue — e che si trattano bene quando si prendono presto. Le malattie ormonali della tiroide e del surrene, in particolare, sono comuni, silenziose e molto gestibili: il mantello è spesso il primo posto in cui si vedono.

In sintesi

La muta d'autunno parte adesso perché si sta accorciando la luce, non perché arriva il freddo. Capisci che mantello ha il tuo cane, compra l'attrezzo giusto per quello e non uno generico, e passalo dieci minuti al giorno anziché un'ora a settimana, arrivando fino alla pelle. Un bagno ben asciugato e pettinato dopo toglie un mucchio di sottopelo; proteine buone e omega-3 si vedono sul mantello in poche settimane; il guanto in gomma inumidito salva il divano. E soprattutto: pelo che cade ovunque, con la pelle sana sotto, è normale — chiazze, prurito, rossore o sete in più non lo sono, e non aspettano.

Settembre è anche il mese in cui si torna a camminare a tutte le ore senza il pensiero del caldo. Alle giornate del Branco ci si trova all'aperto proprio per questo: e un cane che passa la giornata nell'erba, spazzolato la sera, è il modo più piacevole di attraversare le sei settimane di pelo.

Domande frequenti

Quanto dura la muta del pelo del cane in autunno?

Nei cani che vivono molto all'aperto la muta d'autunno è concentrata: dura in media dalle 4 alle 7 settimane, spesso tra fine agosto e novembre, ed è intensa ma finisce. Nei cani che vivono soprattutto in casa dura molto di più ed è meno evidente, perché luce artificiale e riscaldamento confondono il segnale stagionale: molti proprietari raccontano di un cane che perde pelo tutto l'anno, ed è proprio questo il motivo. Cambia anche in base alla razza e al tipo di mantello: un cane a doppio pelo perde molto più sottopelo, e per settimane, rispetto a un cane a pelo raso. Non è la quantità di pelo che deve preoccuparti, ma il modo in cui cade: diffuso e uniforme, con la pelle sana sotto, è muta; a chiazze, con cute arrossata o prurito, non lo è.

Tosare il cane serve a fargli perdere meno pelo?

No, e su un cane a doppio pelo può fare danni. La tosatura accorcia i peli ma non riduce la quantità di sottopelo che il cane produce e perde: i peli tagliati cadono comunque, solo più corti e più difficili da togliere dai tessuti. Nei cani a doppio pelo il mantello funziona come isolante in entrambe le direzioni e dopo una tosatura rasata può ricrescere irregolare, opaco o più rado. La strada che funziona davvero è togliere il sottopelo morto con il pettine e il rastrello giusto, con costanza, non con le forbici. Se il mantello è infeltrito o il cane ha un problema di pelle, la tosatura va decisa insieme al veterinario o a un toelettatore, non per comodità di pulizia.

Quando la perdita di pelo del cane non è più normale?

Quando smette di essere diffusa e diventa localizzata, o quando la pelle sotto non è più sana. I segnali da portare dal veterinario sono: chiazze senza pelo che non si richiudono, diradamento simmetrico sui due fianchi, cute rossa, crostosa, unta o maleodorante, prurito intenso, forfora abbondante, e qualsiasi perdita di pelo accompagnata da sintomi generali come aumento della sete, cambi di peso, apatia o intolleranza al freddo. Dietro possono esserci parassiti come rogna e demodex, micosi, allergie, oppure malattie ormonali come ipotiroidismo e sindrome di Cushing: sono tutte cose che si diagnosticano con esami semplici e si trattano, ma solo se qualcuno le guarda. Aspettare che passi da sola è la scelta che costa di più.

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