Le prime settimane col primo cane: cosa succede davvero

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Le prime settimane col primo cane: cosa succede davvero

11 agosto 2026 · 9 min di lettura · Il Branco

Nessuno te lo dice prima, quindi lo diciamo noi: c'è quasi sempre un momento, tra il quinto e il quindicesimo giorno, in cui pensi di aver fatto una cazzata.

Non dormi da una settimana, la casa puzza di pipì, hai rinunciato a due cose che volevi fare, e mentre lo guardi dormire pensi «e adesso per dodici anni». Poi ti senti in colpa per averlo pensato.

È talmente comune che in inglese ha un nome — puppy blues — e capita anche a chi il cane lo desiderava da anni. Non significa che hai sbagliato cane, e non significa che non sei adatto. Significa che la tua vita è cambiata di colpo e il cervello se ne sta accorgendo.

La linea del tempo, onesta

Cosa è normale (e ti hanno fatto credere non lo fosse)

Le poche cose che contano davvero, adesso

  1. Il sonno. Un cucciolo che non dorme abbastanza diventa iperattivo e mordace, e sembra un problema di carattere. Quasi sempre è un problema di riposo: serve un posto tranquillo dove nessuno lo disturba, e serve che qualcuno lo faccia smettere di giocare prima che crolli.
  2. Non lasciarlo mai completamente solo per ore, nei primi giorni — ma nemmeno stargli addosso 24 ore. L'errore più comune dell'estate è passare due settimane di ferie sempre insieme e poi sparire otto ore il primo giorno di lavoro. Le assenze si allenano da subito, cinque minuti alla volta.
  3. Fargli vedere il mondo, anche prima dei vaccini, tenendolo in braccio.
  4. Decidere le regole prima, e non cambiarle. Sul divano sì o no, in camera sì o no: nessuna scelta è sbagliata, cambiare idea ogni tre giorni sì.
  5. Trovare un veterinario di cui ti fidi, prima di averne bisogno d'urgenza. E salvarne il numero, insieme a quello del pronto soccorso veterinario più vicino aperto di notte.

Le domande che ti farai, e a cui nessuno risponde

Le più frequenti sono sempre le stesse, e le sentiamo tutti i giorni: «sto sbagliando qualcosa?», «è normale che mi senta così stanco?», «e quando torno al lavoro?», «e in vacanza, lui dove va?».

Quest'ultima è di gran lunga la più diffusa — e quasi sempre chi la fa crede di essere l'unico ad averci pensato. Non lo è: è la domanda numero uno che ci arriva in assoluto.

Se in questo momento ne hai una in testa, scrivicela: rispondiamo noi, di persona, di solito entro un'ora. Non devi iscriverti a niente e non ti vendiamo nulla — è che ci ricordiamo bene com'era.

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L'unica cosa che vale la pena ricordare

Il cane che avrai fra un anno non è quello che hai adesso. Adesso hai un animale spaventato che sta imparando una lingua nuova in una casa che non conosce, e tu stai imparando la stessa lingua dall'altra parte.

Fra un anno vi capirete senza parlare. Ma queste settimane, a chi le sta vivendo, sembrano non finire mai — e nessuno lo dice abbastanza.

Domande frequenti

È normale pentirsi di aver preso un cucciolo nelle prime settimane?

Sì, ed è molto più comune di quanto si creda. Tra il quinto e il quindicesimo giorno moltissime persone attraversano una fase di stanchezza e dubbio, che in inglese viene chiamata puppy blues. Capita anche a chi desiderava il cane da anni. Quasi sempre passa quando il cucciolo inizia a dormire meglio e si crea una routine, tra la terza e la sesta settimana.

Per quanto tempo un cucciolo fa la pipì in casa?

Il controllo completo della vescica arriva in genere verso i cinque o sei mesi. Prima di allora gli incidenti in casa sono fisiologici e non vanno puniti: si porta fuori il cucciolo molto spesso, soprattutto appena sveglio, dopo i pasti e dopo il gioco, e si premia quando fa fuori.

Quante ore dorme un cucciolo?

Molte più di quante ci si aspetti: anche 18-20 ore al giorno nei primi mesi. Un cucciolo che dorme tanto non è malato. Al contrario, un cucciolo che dorme poco perché continuamente stimolato tende a diventare iperattivo e a mordicchiare di più, e questo viene spesso scambiato per un problema di carattere.

Quando posso lasciare il cucciolo solo in casa?

Le assenze vanno allenate gradualmente fin dai primi giorni, partendo da pochi minuti e allungando piano. L'errore più comune è passare le prime due settimane sempre insieme e poi lasciarlo solo per molte ore al rientro al lavoro: è così che nascono molti problemi legati alla solitudine. Meglio abituarlo per gradi da subito, anche restando in casa ma in un'altra stanza.

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