Come è nato Il Branco

La nostra storia

Due donne lontane anni luce l'una dall'altra. Due cagnoline che all'inizio non si sopportavano. E un sogno diventato un branco. 🐺

Yuliia e Bella — 6 luglio, il giorno che ha cambiato tutto.

Come è nato Il Branco

La storia di Yuliia e Bella

Il 6 luglio di due anni fa è arrivata Bella, la mia golden retriever. Da quel giorno è diventata la mia unica ragione di vita.

Non sapevo nemmeno di avere questa passione, finché lei non è entrata nella mia vita. Le passeggiate di ore non sono più uno stress: sono una gioia. Lei va avanti e ogni tanto gira la testolina per controllare che io sia ancora lì. Quel piccolo gesto mi spinge a camminare sempre di più, a incontrare persone che, come me, non vedono il proprio cane come qualcosa a parte.

"Io vedo il mio cane ridere. Nessuno lo capisce, mi prendono in giro. Ma chi vive un cane lo sa."

Mi dicono scherzando che quando è bagnata sa di cane. Io sento solo profumo. E forse tu che stai leggendo mi puoi capire. Non potevo immaginare di mettere la mia mano nella sua bocca senza paura; oggi siamo un tutt'uno. Non potevo immaginare di averla sul letto, sul divano, addosso.

Forse non sono un'esperta, forse non ho fatto corsi. Quello che so è che io vivrei per il mio cane. E se anche tu ti riconosci in tutto questo, allora sei nel posto giusto.

Ho creato Il Branco partendo dalla mia esigenza: trovare altre persone che amano i propri cani come li amo io. Il mio sogno è farlo diventare il più grande club al mondo dove chi ha questa passione si riunisce, vive momenti indimenticabili e si prende cura insieme dei nostri amici a quattro zampe — che vivono per noi.

YuliiaCo-fondatrice del Branco · con Bella, ovviamente

L'altra metà del Branco

Poi, una sera d'ottobre, è arrivata Tata

A volte l'amore non lo scegli. Ti corre incontro in mezzo alla strada.

Era una sera d'ottobre, a Cusago, alle porte di Milano. Una cagnolina — un incrocio da segugio, un cuore da cacciatrice — correva impaurita tra le auto, un collare arrugginito al collo, veloce come una trottola che nessuno riusciva a fermare. Non so spiegare come, ma quella sera si è fermata. Tra le braccia di chi non l'avrebbe più lasciata andare. L'abbiamo lavata, scaldata, e le abbiamo dato un nome: Tata.

Ad aspettarla, senza saperlo, c'era Stefania. Una donna di numeri, precisa, di poche parole — di quelle che "un cane in casa? Mai". Camminare la annoiava. Sembrava la persona meno adatta del mondo per una cucciola selvatica e testarda.

"Sembra fredda, Tata. Veloce, sfuggente, tutta nervi. Poi ti guarda — e capisci che il ghiaccio era solo paura, e sotto c'era il cuore più tenero del mondo."

Tata era un cane difficile, a tratti aggressivo: ci sono voluti mesi di pazienza, di rieducazione, di lacrime. Ma un giorno il muro è caduto — da tutte e due le parti. Oggi Stefania cammina cinque, sei chilometri al giorno. Gioca per terra. Racconta le passeggiate nei campi come si racconta di una figlia. E Tata la riempie di baci dalla mattina alla sera.

Ha le sue manie, come tutti quelli che amiamo. Ruba i calzini e poi gira in tondo, sfidandoti a riprenderteli: certe mattine ci vuole mezz'ora. Sul divano e sul letto non sale mai, troppo orgogliosa. Ma a tavola c'è sempre, occhi puntati, pronta ad assaggiare il mondo. E ogni mattina fa colazione con Stefania, una fetta biscottata divisa in due. Quando torna dai campi con la bocca spalancata, Stefania dice che sta ridendo. Le crediamo.

Stefania e TataCo-fondatrice del Branco · con Tata, ovviamente

Stefania abbraccia Tata
Tata che ride dopo una corsa nei campi
Tata in famiglia, con uno dei bambini di casa

Tata, oggi — tra le braccia di Stefania, di corsa nei campi, e in famiglia.

Bella e Tata non potevano essere più diverse. All'inizio nemmeno si sopportavano.

Eppure, giorno dopo giorno, hanno imparato a stare vicine. E con loro, due donne lontane anni luce l'una dall'altra hanno iniziato a parlarsi, a camminare insieme, a sognare la stessa cosa.

«Anche noi siamo diverse. Anche noi non ci volevamo bene. Ma le nostre persone sono cambiate — e così siamo cambiate noi. Adesso vogliamo dirlo a tutti i cani del mondo.»

Così è nato Il Branco: dal naso bagnato di due cagnoline che hanno trasformato chi le amava. Perché i miracoli, certe volte, hanno quattro zampe e la coda che scodinzola.

Le fondatrici del BrancoStefania e Yuliia

La nostra storia può diventare anche la tua 🐺

Il Branco è nato da chi ama i propri cani. Se ti sei riconosciuto in queste righe, il tuo posto qui c'è già.

Vieni a una giornata del Branco →
Scrivici