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Il cane si gratta e scuote la testa: il prurito di fine estate
C'è un rumore che in questi giorni fa da colonna sonora a tante case: il flap flap del cane che scuote la testa nel cuore della notte. Poi la zampa posteriore che gratta l'orecchio, il collare che tintinna, e il leccarsi le zampe che non finisce mai. Settembre è, insieme a maggio, il mese in cui gli ambulatori veterinari si riempiono di cani che si grattano — e non è un caso.
In questo momento in Lombardia si sommano tre cose: l'ambrosia è al suo picco (agosto-settembre è la sua finestra, e i suoi pollini sono tra i più allergenici in assoluto), le piogge di inizio mese seguite dal caldo hanno spinto muffe e pulci, e nelle orecchie di molti cani c'è ancora l'umidità dei bagni di agosto. Qui trovi come si legge un cane che si gratta: dove guarda il veterinario, cosa puoi sistemare da solo questa settimana e quali sono i tre segnali che dicono "non aspettare".
Perché proprio adesso: le quattro cause che si sovrappongono
Il prurito di settembre raramente ha una sola causa. Nella maggior parte dei cani che vediamo grattarsi in questo periodo ce ne sono almeno due contemporaneamente, ed è il motivo per cui "gli ho messo la pipetta ma continua" è una frase così comune.
- I pollini di fine estate. L'ambrosia domina la Pianura Padana da agosto a fine settembre: ARPA Veneto la classifica tra le pollinosi emergenti, e le stime riportate per l'Italia parlano di una sensibilizzazione media intorno al 3,5% con punte dell'8-10% proprio in Lombardia. I cani vivono nella stessa aria. Nel cane però l'allergia non si manifesta con starnuti e naso che cola come in noi: si manifesta sulla pelle. Questo spiazza molti proprietari, che non collegano il grattarsi con i pollini.
- Le muffe ambientali. Alternaria e Cladosporium esplodono quando l'erba tagliata, le foglie e il fieno restano umidi e caldi: esattamente la settimana dopo un temporale di settembre.
- Le pulci al massimo dell'anno. La popolazione di pulci non è ai suoi minimi in inverno e ai massimi a luglio: il picco vero è fine estate-inizio autunno, perché tutte le uova cadute nei mesi caldi sono nel frattempo diventate adulti. È il periodo in cui i cani "coperti da sempre" si ritrovano infestati perché la pipetta è stata data con due settimane di ritardo.
- Le orecchie che hanno lavorato troppo. Bagni al lago, docce, umidità: acqua entrata nel condotto e mai asciugata bene crea l'ambiente ideale per lieviti e batteri. Non è un'impressione nostra: gli ambulatori lo mettono nero su bianco ogni anno in questo periodo — il Centro Veterinario San Martino segnala settembre come il mese in cui bagni, umidità, caldo e allergie fanno riesplodere i problemi auricolari. Le otiti di settembre sono in buona parte il conto dell'estate.
C'è un punto tecnico che vale la pena conoscere, perché cambia il modo di guardare il problema: la pelle del condotto auricolare è pelle a tutti gli effetti. Come ricorda Il Fatto Veterinario, il rivestimento del condotto può ammalarsi esattamente come la cute del resto del corpo: quando un cane è allergico, l'orecchio si infiamma come le zampe e la pancia, e quell'infiammazione apre la strada alla moltiplicazione di batteri e lieviti come la Malassezia. L'otite non è quindi "un'altra malattia" che capita per sfortuna: nel cane allergico è spesso il primo posto dove il problema diventa visibile.
La mappa del prurito: dove si gratta ti dice cosa cercare
Prima di comprare qualsiasi cosa, dedica due minuti a un'osservazione precisa. Non "si gratta", ma dove. Questa è la tabella che usa un veterinario per orientarsi in trenta secondi.
| Dove si gratta o si lecca | Sospetto principale | Cosa guardare da vicino |
|---|---|---|
| Base della coda, groppa, reni, interno coscia | Dermatite allergica da pulci | Puntini neri come pepe sul pelo: sono feci di pulce. Su una salvietta bagnata lasciano un alone rosso-ruggine |
| Zampe, tra i cuscinetti, muso, ascelle, inguine | Atopia (pollini, acari, muffe) | Pelo tra le dita colorato di marrone-ruggine dalla saliva; pelle rossa e calda |
| Orecchie, testa scossa, sfregata sul divano | Otite (spesso su base allergica) | Odore dolciastro o rancido, cerume scuro, arrossamento, dolore al tocco |
| Un solo punto, sempre lo stesso, fino a spelarsi | Dolore locale, forasacco, lesione | Corpo estraneo tra le dita, un nodulo, un'articolazione che fa male sotto |
| Tutto il corpo, con forfora abbondante | Cheyletiella, scabbia, cute molto secca | Forfora che "cammina", contagio ad altri animali o prurito anche nelle persone di casa |
| Prurito tutto l'anno con problemi digestivi | Reazione avversa al cibo | Feci molli ricorrenti, gonfiore, più di tre scariche al giorno |
Un'ultima nota su questa tabella: un cane che ha iniziato a grattarsi a settembre per il secondo o terzo anno di fila nello stesso periodo sta praticamente firmando una diagnosi di allergia stagionale. La ripetizione annuale è l'indizio più forte che esista, e vale la pena segnarsi le date sul telefono.
Le orecchie: il punto in cui si perde più tempo
L'orecchio del cane è un condotto a forma di L, verticale e poi orizzontale. È una forma che protegge il timpano ma trattiene tutto: acqua, cerume, peli, umidità. Nei cani con orecchie pendenti (cocker, setter, bassotti) o con condotti pelosi (barboncini e derivati) l'aria non circola quasi per niente.
I segnali che l'orecchio è già in otite, e non solo sporco:
- Scuote la testa più volte al giorno, o la tiene inclinata da un lato.
- Odore. È il segnale più affidabile in assoluto: un orecchio sano non ha odore. Dolciastro o "di pane" fa pensare a lieviti, acido o marcio a batteri.
- Cerume abbondante, marrone scuro o giallastro; padiglione interno rosso.
- Guaisce o si ritrae quando gli tocchi la base dell'orecchio, o non vuole più le carezze sulla testa.
Le tre cose da non fare mai, perché sono quelle che trasformano una settimana di cura in mesi:
- Cotton fioc dentro il condotto. Spingono il materiale verso il timpano e possono ferire. Si pulisce solo la parte che vedi.
- Riutilizzare le gocce di un'otite precedente. Quelle gocce erano mirate su un germe specifico: usarle alla cieca seleziona resistenze, e le otiti resistenti sono un problema serio e costoso.
- Rimedi casalinghi: aceto, olio, acqua ossigenata, alcol. Su una pelle già infiammata bruciano, e se il timpano è compromesso possono fare danni permanenti all'udito.
Il gesto che invece funziona davvero, e costa zero: dopo ogni bagno, lago o pioggia forte, asciuga le orecchie. Una garza attorno al dito nella parte visibile, e un massaggio alla base per far scuotere il cane. Trenta secondi.
Cosa puoi sistemare da solo questa settimana
Non sostituisce la visita, ma toglie di mezzo le cause banali e fa arrivare dal veterinario con informazioni utili invece che con un cane pieno di prodotti a caso.
- Metti in ordine l'antiparassitario, per tutti gli animali di casa. Controlla la data dell'ultima applicazione: se sei oltre la scadenza anche di pochi giorni, la copertura non c'è. Settembre-ottobre è il mese sbagliato per saltare un turno.
- Risciacqua le zampe al rientro. Acqua tiepida senza sapone su zampe e pancia dopo le uscite nell'erba toglie fisicamente i pollini depositati. È il gesto con il miglior rapporto fatica-risultato per un cane atopico.
- Asciuga bene: pieghe, ascelle, tra le dita, orecchie. L'umidità che resta è metà del problema.
- Lava cuccia, coperte e copridivano a 60°C e passa l'aspirapolvere su tappeti e battiscopa, buttando via il sacchetto. Uova e larve di pulce vivono lì, non sul cane: solo il 5% circa della popolazione di pulci sta sull'animale.
- Evita l'erba alta appena tagliata nelle ore di picco dei pollini (metà mattina e tardo pomeriggio). Le uscite molto presto o dopo una pioggia sono le più tranquille per un cane allergico. Se vuoi sapere quanto polline c'è davvero in giro questa settimana, i bollettini delle ATS lombarde e dell'Associazione Italiana di Aerobiologia sono pubblici e gratuiti: Regione Lombardia li raccoglie in una pagina sola.
- Non usare shampoo umani né lavaggi troppo frequenti. Se vuoi lavarlo, uno shampoo lenitivo veterinario a base di avena o ceramidi è una scelta sensata; l'acqua tiepida, mai calda.
- Fai un breve diario: data d'inizio, zone, quante volte si sveglia la notte, cosa hai già usato. Al veterinario vale più di mezz'ora di racconto.
Un chiarimento su un prodotto che tutti nominano: gli integratori di omega-3 hanno prove ragionevoli a supporto della barriera cutanea, ma agiscono in otto-dodici settimane e su un prurito moderato. Sono un aiuto di fondo, non una cura per un cane che si sta grattando adesso. E il cortisone della vicina non si dà mai di iniziativa: maschera i segni, altera gli esami e ha effetti collaterali reali.
Quando non aspettare
La maggior parte dei pruriti si risolve senza urgenza. Queste situazioni no:
- Il cane non dorme o si gratta fino a sanguinare. Il prurito che rompe il sonno è una sofferenza vera, non un vizio.
- Una chiazza calda, umida e maleodorante comparsa in poche ore (la classica "hot spot"): peggiora a velocità sorprendente, spesso nel giro di una notte.
- Testa inclinata da un lato, perdita di equilibrio, occhio che trema. Può indicare che l'infiammazione è arrivata all'orecchio medio o interno: è la sola vera urgenza di questo articolo.
- Orecchio molto dolente, gonfio o con secrezione scura, o un padiglione che si gonfia come un cuscinetto (ematoma da scuotimento).
- Gonfiore del muso, orticaria, vomito o difficoltà a respirare dopo una puntura o un contatto: è una reazione allergica acuta, si va subito.
- Prurito che dura oltre due settimane nonostante l'antiparassitario in regola.
Cosa succede dal veterinario (così sai cosa aspettarti)
Sapere come funziona il percorso evita la delusione di chi si aspetta una diagnosi in dieci minuti e invece si sente dire "rivediamoci tra tre settimane".
- Citologia auricolare. Un tampone dell'orecchio letto al microscopio, pochi minuti: dice se ci sono lieviti, batteri a bastoncino o a cocco. È l'esame che decide quale terapia usare, e il motivo per cui le gocce "riciclate" spesso non funzionano.
- Esclusione dei parassiti. Raschiati cutanei e un ciclo rigoroso di antiparassitario per tutti gli animali della casa. È il primo passo quasi sempre, anche senza pulci visibili.
- Trattamento delle sovrainfezioni di pelle e orecchie, che vanno spente prima di poter valutare l'allergia sotto.
- Solo dopo, il lavoro sulle cause: dieta a eliminazione di 6-8 settimane se si sospetta il cibo, oppure la gestione dell'atopia. Va detto chiaramente: l'atopia non si guarisce, si controlla, oggi con farmaci moderni molto più mirati e sicuri del cortisone di vent'anni fa, e in casi selezionati con l'immunoterapia specifica.
Una precisazione utile: i test allergologici non servono a fare la diagnosi, che resta clinica. Servono, dopo, a scegliere il contenuto di un eventuale vaccino desensibilizzante. Chi te li propone come primo passo ti sta facendo spendere soldi nel momento sbagliato.
In sintesi
Un cane che si gratta a settembre quasi mai ha un problema solo: c'è l'aria piena di ambrosia, ci sono le pulci al loro picco annuale e ci sono orecchie che non si sono mai asciugate del tutto dopo l'estate. Guarda dove si gratta prima di comprare qualcosa, sistema antiparassitario e asciugatura delle orecchie questa settimana, e non aspettare la fine della stagione dei pollini se il prurito toglie il sonno o se senti odore da un orecchio. Il prurito è una delle poche cose in cui arrivare presto cambia davvero il finale: due settimane fanno la differenza tra un ciclo di gocce e un'otite che ti accompagna fino a primavera.
Alle giornate del Branco si cammina nell'erba e si torna a casa sporchi e felici: qualche minuto di zampe e orecchie asciutte al rientro fa parte del gioco, e i cani ci si abituano prima di noi.
Domande frequenti
Come capisco se il cane si gratta per le pulci o per un'allergia ai pollini?
Guarda dove si gratta, prima ancora di cercare l'insetto. La dermatite allergica da pulci si concentra quasi sempre nella metà posteriore del cane: base della coda, groppa, dorso vicino ai reni, interno coscia. È un prurito violento, che parte all'improvviso, e spesso lascia crosticine piccole e dure. L'atopia stagionale, quella legata a pollini e acari, lavora invece sulle estremità: zampe (soprattutto tra i cuscinetti, dove il cane lecca fino a colorare il pelo di marrone-ruggine), muso, ascelle, inguine, orecchie. Il secondo indizio è il tempo: un problema da pulci può esplodere in due giorni, l'atopia è più lenta e ricompare ogni anno nello stesso periodo. Attenzione a un punto che confonde molti: non vedere pulci non esclude le pulci. Basta un morso ogni tanto in un cane sensibilizzato alla saliva per tenere acceso il prurito, e un cane che si lecca molto le mangia prima che tu le veda. Per questo il veterinario, davanti a un cane che si gratta, di regola comincia proprio dal mettere in ordine l'antiparassitario: è il modo più rapido ed economico per togliere di mezzo una variabile.
Posso pulire le orecchie del cane da solo, e ogni quanto?
Sì, se l'orecchio è sano e se usi un detergente auricolare veterinario, mai acqua, alcol, aceto, acqua ossigenata o rimedi casalinghi. Il metodo corretto: riempi il condotto con il prodotto, massaggia alla base dell'orecchio per una decina di secondi finché senti il classico rumore di risciacquo, lascia che il cane scuota la testa (è quel movimento a portare fuori lo sporco, non il tuo dito), poi asciuga solo la parte visibile con una garza. Mai cotton fioc infilati dentro: spingono il materiale in profondità e possono ferire. Come frequenza, per un cane con orecchie normali basta un controllo visivo settimanale e una pulizia ogni due-quattro settimane, o dopo ogni bagno in lago o piscina. Chi ha orecchie pendenti, pelose o chi ha già avuto otiti ha bisogno di più costanza. Due regole che valgono sempre: non pulire un orecchio che fa già male, arrossato o maleodorante, perché se c'è un timpano compromesso alcuni prodotti sono dannosi, e non riutilizzare mai le gocce avanzate da un'otite precedente. Sono farmaci mirati su un germe preciso: usarle alla cieca è il modo migliore per selezionare batteri resistenti e trasformare un problema di una settimana in uno di sei mesi.
Il prurito passa da solo quando finisce la stagione dei pollini?
In parte, ed è proprio il motivo per cui molte famiglie aspettano troppo. Il picco dell'ambrosia si esaurisce tra la fine di settembre e le prime gelate, quindi il cane che si gratta solo per quello migliora davvero da solo — e l'anno dopo si ricomincia. Il problema è cosa succede nel frattempo: settimane di grattamento e leccamento rompono la barriera della pelle, e sopra l'infiammazione allergica si installano batteri e lieviti come la Malassezia. Quelle sovrainfezioni non se ne vanno con il calendario, e sono la ragione per cui una banale allergia stagionale finisce in un'otite cronica o in una dermatite che dura tutto l'inverno. C'è poi una seconda ragione: in autunno, quando si chiudono le finestre e si accendono i riscaldamenti, salgono gli acari della polvere, che sono un allergene di dodici mesi l'anno. Molti cani non guariscono affatto, cambiano solo allergene. La regola pratica: se il prurito dura più di due settimane, se toglie il sonno al cane o se compaiono pelle arrossata, croste o cattivo odore, non aspettare la fine della stagione.
Fonti e approfondimenti
- Regione Lombardia — Pollini e allergeni dispersi nell'aria: i bollettini pubblici delle ATS lombarde e dell'Associazione Italiana di Aerobiologia.
- ARPA Veneto — Le pollinosi emergenti: i pollini di Ambrosia: diffusione nella Pianura Padana e finestra di pollinazione agosto-settembre.
- PollinieAllergia.net — Bollettino pollini Ambrosia, Lombardia: concentrazioni settimanali aggiornate.
- Centro Veterinario San Martino — Otite nel cane e nel gatto: perché è frequente dopo l'estate: umidità del condotto, bagni e riacutizzazioni di settembre.
- Il Fatto Veterinario — Le otiti nel cane: il condotto auricolare come cute, base allergica e sovrainfezioni da Malassezia.
Fonti consultate l'8 settembre 2026. Le indicazioni cliniche restano generali: la diagnosi la fa il veterinario sul singolo cane.


